Dal 1907 alla Guerra Bianca

Storia

Dal 1907 alla Guerra Bianca

Una casermetta della Regia Guardia di Finanza, il fronte dell'Adamello, un rifugio di montagna.

Le origini

Una casermetta sul Passo dei Contrabbandieri

L'edificio fu costruito nel 1907 dal Genio Civile come postazione della Regia Guardia di Finanza per il controllo del confine tra Regno d'Italia e Impero Austro-Ungarico. In quegli anni la Conca del Montozzo era zona di passaggio per i contrabbandieri che attraversavano i passi tra Lombardia e Trentino: tabacco, zucchero, alcol. La casermetta serviva a presidiare il valico, in una posizione esposta e d'inverno isolata per mesi. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale la struttura passò all'esercito e divenne comando militare degli Alpini, ultimo avamposto del Regno d'Italia prima del fronte.

Angelino Bozzi

Il soldato a cui è intitolato il rifugio

Il rifugio è dedicato ad Angelino Bozzi, sottotenente degli Alpini caduto nel 1916 sul fronte dell'Adamello durante un'azione di pattuglia. La famiglia Bozzi e il Battaglione Edolo vollero che il suo nome restasse legato a questi luoghi: dopo la guerra la vecchia casermetta fu trasformata in rifugio alpino e gli fu intitolata, come memoria viva dei tanti alpini che combatterono e morirono in quota.

Guerra Bianca

Il fronte sull'Adamello

Durante la Prima Guerra Mondiale la Conca del Montozzo divenne uno dei settori del fronte alpino — la cosiddetta Guerra Bianca, combattuta tra i 2000 e i 3500 metri d'altitudine lungo le Alpi centrali, dalle Dolomiti all'Ortles-Cevedale fino all'Adamello. Sul fronte si fronteggiarono circa 250.000 soldati italiani e 175.000 austro-ungarici; almeno 30.000 caddero non in combattimento ma per valanghe, freddo, malattie e incidenti in quota. La giornata più tragica fu il 13 dicembre 1916, ricordata come la Giornata delle Valanghe: oltre 10.000 soldati persero la vita in 24 ore. Trincee scavate nella roccia, camminamenti, baracche, postazioni d'artiglieria: tutto attorno al rifugio si cammina ancora oggi tra i segni di quella guerra, fino alla vittoria italiana del novembre 1918.

Il museo accanto al rifugio

Curato dal Gruppo Alpini di Pezzo

Accanto al rifugio sorge un piccolo museo della Guerra Bianca, con cimeli, fotografie, armi, oggetti d'uso quotidiano e documenti recuperati dalle posizioni circostanti. Il museo è curato e gestito dal Gruppo Alpini di Pezzo, non dai gestori del rifugio: sono gli alpini del paese a mantenerlo, ad aggiornarlo e ad aprirlo ai visitatori. Ingresso libero.

Proprietà

Rifugio del CAI · Sezione di Brescia

Il Rifugio A. Bozzi è di proprietà del Club Alpino Italiano, Sezione di Brescia, che ne cura la conservazione e ne affida la gestione stagionale ai gestori. Come tutti i rifugi CAI, è parte di una rete storica di accoglienza in quota nata per supportare l'alpinismo e l'escursionismo in montagna.